Aree Archeologiche

LE CITTÀ DEL TUFO E PITIGLIANO

22Lug

Simbolo rappresentante delle Città di SovanaSorano e Pitigliano è il tufo elemento che da sempre ha caratterizzato la zona; tutto il territorio è di origine vulcanica ed è frastagliato da enormi speroni tufacei intagliati da numerosi vani rupestri, un tempo abitati ed ancora oggi impiegati come magazzini o ricovero per attrezzi agricoli.

Al tufo è legata la storia di questo lembo della Maremma Collinare; nel corso del tempo questa roccia ha permesso alle antiche popolazioni preistoriche etrusche e medioevali di sfruttare e modellare il territorio con necropoli, vie di comunicazione, colombari e molto altro.

Anche gli attuali borghi fatti di abitazioni addossate le une alle altre e costruite in tufo, danno la sensazione di essere un tutt’uno con gli speroni di roccia sottostante.
La località di Pitigliano, è ricca di insediamenti etruschi, infatti tutto intorno alla città di nella campagna maremmana, è possibile trovare numerose tombe etrusche.

Oltre a ciò la cittadina di Pitigliano offre al visitatore un panorama assai unico nel suo genere, costruita interamente su un massicciato di tufo.
Nelle sue vicinanze troviamo la riserva naturale provinciale del Monte Penna la quale ospita numerose specie animali e vegetali. La riserva naturale è situata all’interno del comune di Sorano, anch’esso come Pitigliano ha una vasta zona di necropoli e tombe etrusche sparse a macchia di leopardo.

Queste suggestive zone offrono una vacanza diversa e indimenticabile, un’avventura divertente, fuori dal comune, per ritemprare corpo e anima, stressati dalla vita frenetica di tutti i giorni.

AREA ARCHEOLOGICA DI VETULONIA

22Lug

L’area archeologica di Vetulonia è molto facile da raggiungere, vista anche la posizione rispetto al paese. Tutta la zona è piena di scavi etruschi, persino lungo la strada che porta al paese.

L’area archeologica di Vetulonia sorge su un colle dominante l’antico Lago Prile, oggi prosciugato. Al periodo villanoviano (IX- metà VIII a.C.) si ascrivono le emergenze archeologiche più antiche. Un’estesissima necropoli cinge la città, il cui scavo fu condotto intensivamente sullo scorcio del secolo XIX (i materiali recuperati formano un nucleo rilevante in seno alle raccolte del Museo Archeologico di Firenze).

I dati archeologici confermano la rapida decadenza del centro a partire dall’età romana. Scarsi resti di una cinta muraria seguono il complicato andamento delle pendici del colle su cui sorge la città, così come, della viabilità urbana restano visibili soltanto esigui tratti.

Dalle necropoli – le cui più importanti tombe erano delimitate da circoli di pietra o avevano la forma di tumuli – provengono suppellettili funebri, costituite per lo più da oggetti in bronzo, datati fra il IX e il VI secolo a. C.

Sono tuttora visibili alcuni grandi tumuli del tardo orientalizzante: quello della Pietrera, la più monumentale delle tombe vetuloniesi, consta di due camere sovrapposte (l’inferiore, circolare, è in realtà un ipogeo più antico e più grande, sostituito dalla camera superiore quadrata, di poco più recente, risalente alla fine del VII secolo a.C.);  quello del Diavolino II contiene una camera quadrata con volta a tholos su pennacchi e pilastro centrale.

AREA ARCHEOLOGICA DI ROSELLE

22Lug

La città antica è situata nella Valle dell’Ombrone, a pochi chilometri da Grosseto. Di Roselle preromana sappiamo che, oltre a essere stata una delle città della Lega Etrusca, si oppose a Roma agli inizi del III secolo a. C. e dopo quattro anni fu sottomessa ad essa per mano del console L. Postumio Megello.
Nel 205 a. C. partecipò alla spedizione di Scipione in Africa; divenne municipio romano dopo l’89 a. C.; in seguito fu colonia fino a essere abbandonata nel 1138 quando la sede episcopale fu spostata a Grosseto.

Nell’area dell’antica Roselle vi sono resti risalenti al IX e all’VIII secolo a. C. (resti di capanne, tombe etrusche villanoviane); lo sviluppo della necropoli e delle abitazioni testimoniano che il centro crebbe a partire dall’età orientalizzante (VII secolo a. C.).
Al VI secolo a. C. risale l’edificazione della possente cinta muraria poligonale in pietra.

Dopo la fase relativa al periodo della colonia romana, alla quale si fanno risalire imponenti costruzioni pubbliche, la città si avvio al declino. Si possono ammirare alcune tombe etrusche a camera, le mura (che costituiscono il piu importante resto di Roselle etrusca), resti di abitazioni, resti di edifici risalenti al VII e VI secolo a. C., la basilica in opera reticolata e vittata, un piccolo tempietto, un edificio termale in opera reticolata e, sulle pendici della collina settentrionale, il complesso dell’anfiteatro.

L’area archeologica di Roselle e possibile raggiungerla in pochi minuti da Grosseto e /o il comune di Campagnatico, offre uno scenario unico nel suo genere. Nell’area archeologica se si è fortunati è possibile assistere a spettacoli teatrali che si tengono proprio all’interno della città etrusca di Roselle.

AREA ARCHEOLOGICA DI MASSA MARITTIMA

22Lug

L’area archeologica dell’Accesa, a pochi chilometri da Massa Marittima in direzione di Gavorrano, è nota fin dagli anni ’20 del Novecento, quando nella zona furono ritrovate diverse scorie di fusione e alcune tombe. A partire dalla fine degli anni ’20 nei pressi del lago furono effettuati scavi regolari che terminarono con le campagne del 1930 e che, come di consueto in quegli anni, si concentrarono prevalentemente sulle tombe.

Nello stesso tempo si è arricchito anche il patrimonio del Museo Archeologico di Massa Marittima, che infatti ha subito negli anni nuovi allestimenti, fino al più recente nel 1994, al quale risale l’attuale esposizione dei reperti delle aree A e B dell’insediamento dell’Accesa.

L’importanza scientifica dell’area dell’Accesa e tale per cui il Comune di Massa Marittima in collaborazione con l’Università di Firenze, l’Amministrazione Provinciale di Grosseto, la Regione Toscana, la Comunità Montana ‘Colline Metallifere‘, la Soprintendenza Archeologica per la Toscana e l’Unione Europea e con il contributo finanziario ancora della Comunità Montana e dell’Unione Europea, ha varato il progetto relativo al Parco Archeologico dell’Accesa, che è stato inaugurato alla fine di giugno del 2001 con sentieristica e pannellistica studiata allo scopo.

La visita al Parco è strettamente connessa con la visita al Museo Archeologico di Massa Marittima, dove si espongono i reperti provenienti da quell’area.

AREA ARCHEOLOGICA DI CASTIGLIONE DELLA PESCAIA

22Lug

Il promontorio che separa Follonica da Castiglione della Pescaia è uno dei più interessanti della Toscana. Noto grazie alle sue spiagge, al porto turistico di Punta Ala e ai monumenti etruschi di Vetulonia e all’importante area mineraria di Gavorrano, culmina nei 630 metri del Poggio Ballone e nei 559 del Monte d’Alma ed è in buona parte rivestito da macchia mediterranea e querceti.
L’interesse naturalistico della zona è sottolineato dalla presenza delle Riserve Naturali dello Stato dei Tomboli di Follonica (94 ettari) e di Scarlino (51 ettari) affacciate sul mare e formate in buona parte da pinete di rimboschimento e dell’Area Protetta di Interesse Locale delle Costiere di Scarlino (752 ettari), che include le insenature di Cala Martina, Cala Francese e Cala Violina.

Nell’entroterra di Castiglione della Pescaia, la Riserva Naturale della Diaccia Botrona (1050 ettari) tutela una delle più importanti aree umide del litorale toscano e ospita il fenicottero, il falco pescatore, l’airone bianco maggiore e l’albanella reale.
Il suo interno e la piccola (100 ettari) Oasi WWF delle Marze.

Oltre ai centri storici Castiglione della Pescaia, Vetulonia e Scarlino, meritano una visita i borghi di Buriano e di Tirli e i monumenti archeologici isolati come la villa romana del Puntone e le necropoli etrusche di San Germano e Poggio Tondo.

AREA ARCHEOLOGICA DI ANSEDONIA

22Lug

Oggi la località di Ansedonia, un tempo centro fiorente etrusco chiamato con il nome di ‘Cosa’, è luogo di interesse turistico e di suggestione storico culturale.
La Necropoli etrusca si trova nella sommità della sua collina e domina incontrastata sia sul mare di Ansedonia che nelle sue valli.

Nelle vicinanze della città di Ansedonia troviamo il Lago di Burano, la Tagliata (insenatura artificiale di epoca spagnola), Orbetello con la sua laguna, Capalbio con la sua città antica e medievale, storicamente porta di accesso agli attuali itinerari del Tufo che si estendono sino a PitiglianoSovanaSorano.

Il Lago di Burano (Oasi del WWF) ospita numerose specie animali e vegetali, tra cui numerose specie volatili e rettili. Il Lago di Burano è possibile visitarlo in qualsiasi stagione la più indicata è la primavera e l’autunno.